Ripresa offensiva in Val Costeana

5-12 Luglio 1915

Dopo le prime operazioni di giugno, la 4ª Armata effettuò una sosta di circa 15 giorni per completare lo schieramento del parco d'assedio che pur risultava in posizione sin dalla fine di giugno; secondo il Mariotti infatti la 9ª, 10ª e 11ªbatterie di mortai da 210/8 erano state impiegate fin dal 31 maggio, l'8ª venne impiegata dal 13 giugno. La 2ª batteria di obici da 210/8 risulta approntata dal 30 maggio. Le operazioni offensive ripresero il 5 luglio con massicci bombardamenti contro gli sbarramenti difensivi. Alle 4.30 inizia il bombardamento italiano con cannoni di grosso calibro contro il Forte Tre Sassi. Il primo colpo a segno fu il 36°; alle 13.45 un colpo da 210 (il 76° della serie) perfora la corazza, sfonda il soffitto tra il primo piano ed il pianterreno e cade nella ridotta della batteria, uccidendo il ten. Sirich ed il cad. Stransky, e ferendo molti altri uomini. Il comandante dello sbarramento (ten. Bruckner) dà l'ordine di abbandonare il forte e di portare al sicuro circa 700 kg di dinamite. Nei giorni e nelle notti seguenti vennero poste al sicuro le scorte di viveri e munizioni ed il forte venne del tutto disarmato, ma rimase illuminato per far credere agli italiani che fosse ancora operativo. Questi ultimi infatti sprecarono dalle 50 alle 60 granate al giorno contro la struttura ormai vuota.
Nei giorni 8 e 9 luglio si ebbero due attacchi di fanteria contro le posizioni Vonbank e Goiginger (1 Km a sud dello sbarramento) che però vennero respinte dalle compagnie 2ª (ten. Höpperger) e 3ª (ten. Schönegger) del 165° Landstürm rispettivamente. Il settore di confine 9 era suddiviso in 2 sottosettori: Abschnitt Buchenstein e Falzarego la cui giunzione era il crinale del Piccolo Lagazuoi: l'obbiettivo degli italiani (brigate Reggio e Torino) era lo sbarramento di Valparola difeso da:
- alcune compagnie del 165° Landstürm;
- alcune squadre dell'Arbeiterbataillon II/29;
- il X battaglione di marcia del IR 14 (Schwarz Regiment)
- 2 compagnie di Standschützen di Enneberg
Di rinforzo, ma non ancora in linea, era giunta la 3ª/II Reserve Jäger (del 1° Jäger) del cap. Weis. Gli italiani disponevano anche di una batteria di obici da 149 e una di mortai da 210 piazzati tra le Cinque Torri ed il Nuvolau. L'8 luglio una batteria del XII Gruppo Como (cap. Fattorini) scatenò un intenso ma dispersivo fuoco sul forte Tre Sassi (anche se ormai questo non costituiva più una vera minaccia per gli italiani). Il mattino seguente partono all'attacco 2 colonne italiane:
1. dal Monte Porè gli alpini del Val Chisone contro la "Postazione Goiginger" sulla selletta del Sasso di Stria;
2. dal bosco di Buchenstein (Livinallongo) un battaglione dell'81° (brigata Torino) in direzione del trincerone Vonbank.
Le forze austriache ad attenderli erano la 1ª (ten. Schoenegger) e la 2ª (ten. Hoepperger) del 165° Landstürm, rispettivamente. L'insuccesso dei fanti ritardò l'azione degli alpini che solo il giorno dopo riuscivano a sorprendere per la seconda volta gli austriaci nell'anticima del Sasso di Stria, ma furono poi costretti al ritiro; durante tale movimento venne ferito il magg. Ratti. Contemporaneamente venivano eseguite azioni nel settore che portavano alla conquista del Col dei Bos e di Cima Falzarego.

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