Conclusione offensiva in Val Costeana

31 Luglio-21 Agosto 1915

Dopo i combattimenti del 20 luglio, subentrò una sosta di circa 10 giorni durante la quale gli austriaci si impegnarono nel rafforzamento delle posizioni mentre gli italiani ultimavano l'apparato logistico in vista della ripresa dell'offensiva, che il comando della IV Armata fissò per il 31 luglio. Allo scopo si costituirono 3 colonne agli ordini di:
1. t.col. Rossero con la 6ª e 8ª/II/45° (del magg. Sirchia) con la 78ª e 106ª del Belluno (cap. Gregori) che aveva come obiettivi Cima Falzarego e Forcella Travenanzes;
2. t.col. Campolieti con la 9ª, 10ª e 12ª del 46° e come rincalzo la 6ª, 7ª e 8ª del 54° che doveva scendere in Val Travenanzes
3. magg. Ottina, che doveva attaccare Forcella Fontananegra.
La colonna di sinistra (Rossero) sparò contro q.2509 di Cima Falzarego e contro Forcella Travenanzes ma senza avanzare, mentre la colonna centrale protetta dal fuoco, il mattino del 1 agosto giunge a contatto dei reticolati. L'avanzata è però lenta e addirittura gli austriaci tentano di aggirare gli italiani e penetrare in Val Costeana ma vengono respinti. Ricorda a tal proposito il Campolieti: "Proprio alla mezzanotte del 31 luglio, in relazione al nostro tentativo contro la Forcella di Fontana Negra, doveva sferrarsi un attacco contro il Col dei Bos (forcella) ad opera di un battaglione del 46° rgt. fanteria coadiuvato dal 54° rgt. ma l'attacco fu rimandato alla notte successiva: così nella giornata del 1 agosto dovemmo subire un forte cannoneggiamento nemico, anche con granate da 240 mm, che scompigliarono la nostra colonna d'attacco. Appena calate le tenebre, alcune pattuglie riuscirono a porre i tubi di gelatina sotto i reticolati, ma gli austro-tedeschi reagirono subito, con un violento fuoco, mandando avanti a loro volta ardite pattuglie d'incursori. Alle due di notte, sguinzagliammo altre pattuglie (composte in gran parte da ufficiali) che si accostarono nuovamente ai reticolati nemici, ma furono accolte da violentissimo fuoco di fucileria. Così che l'attacco vero e proprio non ebbe neppure inizio."
Il mattino seguente il Campolieti stesso si convinse che un attacco di viva forza era impossibile e chiese un appoggio dal Belluno dalla Cima del Col dei Bos che però non si verificò. Nel frattempo un forte bombardamento austriaco inflisse molte perdite alla fanteria italiana. Dopo questi combattimenti, il II del Leibregiment fu sostituito dal 167° Landstürm; vennero gradualmente avvicendati anche il 165° Landstürm, il I Jäger e la Gendarmeria di Cortina; il loro posto venne preso dal XIV Reserve Jäger (magg. Lattorff).

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