I bersaglieri in Valparola

Ottobre-Novembre 1915

Verso metà ottobre, in rinforzo alla 17ª Divisione vennero inviati il XVIII ed il XXV battagione bersaglieri (del 3° reggimento, con il XX in riserva divisionale) ed anche il II/45°. Questi vennero utilizzati nella seconda colonna (Rossero) che doveva operare dal Passo Falzarego in direzione Valparola. Nelle prime ore del pomeriggio del 18 ottobre ebbe inizio l'attacco che però si bloccò subito contro il munitissimo sbarramento di reticolati, steso su quattro file. Così recita la testimonianza di Fedele Tancon: "Ci siamo avvicinati ai reticolati ed il nostro portaordini ha visto le vedette ritirarsi in trincea. Ci venne ordinato di spezzare i reticolati, ma avevamo soltanto delle trace tagliafili e non era tanto facile. Subito dopo, scoppiò il finimondo: le mitragliatrici appostate alla selletta del Sasso di Stria aprirono il fuoco incrociato insieme a quelle del trincerone antistante. Qualcuno allora si mise a gridare: si salvi chi può! Le due squadre che si trovavano sotto di noi ebbero fortuna e poterono ritirarsi abbastanza agevolmente, ma noi non avemmo scampo e fummo costretti ad accasciarci fra i mughi rimanendo immobili per oltre quattro ore, sempre sotto il fuoco nemico. Nel frattempo provvedemmo a segnalare la nostra situazione alle artiglierie di Cinque Torri, che iniziarono un bombardamento indiavolato sui centri di fuoco che ci tenevano bloccati. Approfittammo del momento propizio e superammo a balzi il tratto di terreno pericoloso, rientrando infine tutti e nove al battaglione: uno solo leggermente ferito al volto. Tutti ci ritenevano già spacciati: la nostra squadra venne poi denominata 'quella dei morti resuscitati'!"
L'azione venne ripresa il giorno dopo e proseguì fino a fine mese ma senza esito. Nel frattempo sulle prime pendici del Piccolo Lagazuoi (sotto la Cengetta delle Grotte) si allestì un appostamento avanzato che prese il nome di "Trincea bassa del Lagazuoi". Qui si recò il 20 ottobre il magg. Martini per meglio osservare la situazione della colonna Rossero: le uniche azioni possibili erano il disturbo dei pezzi austriaci piazzati sul Sasso di Stria, mentre le armi sulla cresta del Piccolo Lagazuoi e nelle caverne a ridosso del Trincerone Vonbank non potevano essere colpite. L'azione dell'artiglieria venne ripresa ad intensificata contro i reticolati ma risultò comunque inefficace; il 27 ottobre si ebbe comunque l'ennesimo assalto del 45°. Altri due inutili attacchi si ebbero la sera dell'8 e del 9 novembre. La notte del 10 la neve raggiunse 1,5 metri, per cui il I/45° ottenne di scendere a riposarsi a Pocol (tranne una compagnia che rimase a presidiare la Trincea Bassa). Il XVIII/3° Bersaglieri si dislocò tra il Sasso di Stria e la strada di Valparola, il XX ed il XXV tra questa ed il Sief.

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