I primi mesi del 1917

Gennaio-Giugno 1917

Agli inizi del 1917 cominciarono i lavori di perforazione italiani tra il Fosso Alpino e la galleria difensiva, a tergo del fianco destro della Guardia di Napoleone e si costruirono due gallerie offensive in direzione del centro delle posizioni austriache. Alla profondità di 200 metri si scavarono le diramazioni per le varie opere da far saltare, ma in quel momento gli italiani si accorsero che gli austriaci stavano lavorando di contromina. Le caverne non vennero quindi caricate, ma solo diaframmate e negli spazi vennero inserite torpedini ad alto potenziale collegate in modo da poter essere innescate simultaneamente oppure a tempo. Venne poi destinata una squadra di soldati per individuare la direzione e la distanza dei rumori austriaci.
Lo Schaumann riporta dubbi sulle intenzioni austriache di contromina: secondo la sua versione, nel gennaio del 1917 la guarnigione austriaca del Monte Piana ha la netta sensazione che gli italiani stiano allestendo un'operazione basata sulle mine. Uno dei sistemi utilizzato per avere conferme di ciò consisteva, all'epoca, nell'osservare le onde circolari che si venivano a formare in una gavetta riempita d'acqua. Si provvede allora all'allestimento di due gallerie per l'intercettamento acustico, gallerie che vengono scambiate dagli italiani per opere di contromina.
In quel periodo la tensione è al massimo: truppe italiane vivevano nella caverna della galleria d'assalto, pronte a respingere un'eventuale irruzione degli austriaci, che dal canto loro vivevano la sindrome del Castelletto e del Col di Lana. Verso la primavera il comandante della LVI brigata da montagna (col. Von Kramer) ritiene indispensabile la totale conquista della sommità meridionale, mentre il generale di divisione Von Steinhart è scettico di fronte ad una simile impresa. Il piano operativo viene affidato al cap. Baumgartner il quale propone come punto di partenza il Caposaldo III. L'obiettivo era realizzare una galleria per il collocamento di mine al di sotto delle postazioni situate attorno alla Piramide Carducci. Quando la galleria stava per essere portata a termine venne l'ordine di interrompere i lavori in quanto gli austriaci si erano convinti che da parte italiana l'operazione mine fosse stata sospesa. In effetti così era.

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