Rafforzamento delle posizioni

Agosto-Settembre 1916

Il ten. Bruckner del 3° Kaiserschützen in una serie di relazioni chiare e rigorose illustrò ai suoi comandi opinioni e progetti per migliorare le strutture difensive della Croda Rossa: rafforzamento dell'artiglieria, bombarde, mitragliatrici e riflettori ... e riuscì grazie al sua tenacia e costanza ad ottenere tutto ciò che aveva chiesto. Iniziò a funzionare la teleferica dai Prati di Croda Rossa fin quasi a Würzbach ed un'altra piccola teleferica a mano venne installata tra il Circo Ovest e la Torre Polar. A Würzbach sorsero grandi ricoveri ed il pezzo di artiglieria venne sistemato in caverna; lungo il versante est della cresta venne attrezzata la "via di emergenza" tra Würzbach ed il Circo Ovest. Fra le ultime due guglie della cresta trovarono posto una mitragliatrice ed una stazione fotoelettrica. Le attenzioni austriache si rivolsero poi contro Forcella U; venne bersagliata con bombe a mano che distrussero gli scudi, due vedette italiane vennero uccise ed il presidio rimase isolato per alcuni giorni. Ma la tenacia del ten. Castagnero (del battaglione Fenestrelle) riuscì a rifornire il presidio passando per i Torrioni; con l'aiuto di Lunelli sistemarono anche un nuovo ricovero e gli alpini poterono abbandonare Forcella U.
Durante l'estate gli alpini raggiunsero Forcella D (chiamato anche "avamposto ubriaco" in seguito ad un'inspiegabile ilarità riscontrata da una pattuglia austriaca in esplorazione nella zona) e la Torre Sild. Queste nuove imprese vennero portate a termine dal plotone di 120 uomini di Lunelli verso la fine di giugno. La Torre Sild (o Torre Trento) venne definitivamente occupata il 3 settembre con la partecipazione del ten. Scotti che comandava la posizione di Forcella U: quest'ultimo morì proprio durante l'azione e la sua salma fu recuperata da Lunelli. La difesa della Torre fu affidata ad una postazione fissa su una piccola forcella e da vedette notturne che vigilavano dalla cima. Su Cima Undici gli alpini ripresero ad avanzare verso nord per avvicinarsi ulteriormente agli austriaci: verso la metà di giugno raggiunsero la Forcella Grande a sud di q.2814 che venne sistemata a difesa nelle notti seguenti. Dal punto di vista della logistica e della disponibilità di mezzi tecnici e uomini gli italiani erano in vantaggio anche se, nel 1916, i lavori sul fronte italiano non ebbero quell'impulso che gli austriaci temevano di doversi aspettare. Inizialmente l'artiglieria italiana contava sui pezzi del Popera e delle Tre Cime che scaricavano sulla Croda Rossa fino a 100 colpi al giorno ma si trattava solo di tiri di disturbo che molto spesso venivano prontamente ricambiati. Il 2 agosto, dopo 4 ore di tiro, una pattuglia italiana tentò qualcosa di più della solita ricognizione ma venne arrestata dai difensori delle pendici di Croda Rossa. Alla fine di agosto il ten. Bruckner ed il magg. Sturm elaborarono un piano per attaccare il Pianoro del Dito, la Sentinella e Cima Undici, contando su:
- presidio di Croda Rossa: 240 uomini, 2 mortai, 4 moschetti, 4 mitragliatrici, 1 pezzo da montagna e 1 cannone da fanteria;
- presidio di Forcella Undici: 100 uomini, 2 mortai, 3 mitragliatrici e 1 cannone da fanteria.
Il piano prevedeva:
1. attacco di sorpresa al Pianoro del Dito dopo il concentramento di 7 batterie su Elfersande, Busa di Fuori e di Dentro e neutralizzazione dei pezzi italiani del Piano Fiscalino, Monte e Crestone Popera;
2. intervento dell'artiglieria: il 305 della Valle Campo di Dentro contro il Passo della Sentinella, e le batterie ad est ed ovest con fuoco tambureggiante su tutta la cresta di Cima Undici e tiri di sbarramento contro Forcella Giralba e Vallon Popera;
3. attacco della fanteria: un primo gruppo (3/4 di compagnia con una mitragliatrice) dal Circo Ovest verso il Passo ed altri tre gruppi (per un totale di 1 compagnia, 1 plotone e tre mitragliatrici) dall'Alpe Anderta per conquistare rispettivamente la posizione sul versante est di Cima Undici, la Punta Nord e Forcella 15. Le forze su Cima Undici avrebbero avuto di riserva 1 compagnia e 2 plotoni.
4. difesa delle posizioni conquistate: 50 uomini sul Pianoro del Dito, 100 uomini sul Passo, ed altri 100 sulla cresta di Cima Undici più 300 portatori. L'artiglieria avrebbe dovuto ricevere munizioni sufficienti per far intervenire tutti i 25 pezzi per 12 ore consecutive (circa 5000 colpi)
Servirono 14 giorni prima che il comando superiore si pronunciasse sul piano e qualcuno avanzò dubbi sul consumo di munizioni. Verso la fine di settembre a causa di gelo e neve e della mancanza di uomini venne proposta la sola conquista del Pianoro del Dito ma anche questa proposta venne presto archiviata.

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