Conquista Italiana delle Tre Dita e Nemesis

9-10 Luglio 1916

Contemporaneamente all'azione per la conquista del Masarè si svolgono due azioni sul fianco. una a sud in direzione Tre Dita, ed una a nord, da cima Tofana III verso la Nemesis per battere il tergo della linea austriaca.

Tre Dita (q.2760)

Le Tre Dita erano un osservatorio d'artiglieria, protetto da 2 mitragliatrici in tre caverne. La notte sul 9 luglio il 2° plotone della 96ª (ten. Verzegnassi) parte da Forcella Fontananegra e passando per Punta Marietta giunge al vecchio osservatorio austriaco alle 1.30. Qui si uniscono ai Volontari Feltrini (secondo il Berti, un ufficiale con pochi uomini ed una mitragliatrice tolta alla Tofana I) e poi cercano di scendere verso le Tre Dita, mentre un'altra pattuglia tenta di scendere con delle corde sul rovescio della posizione. Queste azioni non riescono per le difficoltà del percorso, per cui i reparti ripiegano verso Punta Marietta alle prime luci dell'alba. Contemporaneamente ha agito anche il 4°/150ª (s.ten. Tabacco) con una mitragliatrice della 12ª sezione. Partito alle 2 da Fontananegra, ha puntato sulle Tre Dita, ed è arrivato sotto i posti di guardia austriaci ma è stato scoperto e non ha potuto postare la mitragliatrice. Il s.ten. Tabacco, ferito, è stato sostituito dal comandante della sez. mitragliatrici (serg. Santucci) che a sua volta è stato colpito a morte. Il plotone poco dopo si arresta. Il comandante della 96ª ordina di riprendere l'azione. Alle 24 sul 10 luglio il 2°/96ª con la mitragliatrice dei Volontari riparte dall'ex osservatorio austriaco mentre dall'alto cala un drappello di arditi dei Volontari Feltrini agli ordini del s.ten. Del Vesco. Gli alpini partiti dall' ex osservatorio avanzano nel buio fino ad un salto di roccia, vi si calano in cordata e riescono a calare anche l'arma. Stavolta la sorpresa riesce; sette uomini si collocano allo sbocco sud del camminamento, altri sette dall'altra parte. Gli altri si gettano al di là dei reticolati. Gli austriaci (1 ufficiale con 25 uomini) sono costretti alla resa, assieme a tutti i fucili, molte bombe e una mitragliatrice, che viene subito girata e messa in funzione. L'azione valse al Del Vesco la medaglia d'argento.

Nemesis (q.2758)

Per quanto riguarda il versante settentrionale del Masarè, si deve provvedere a tenere a bada il caposaldo austrico durante l'attacco al Masarè del 9 luglio e poi tentare di sloggiarne il presidio austriaco. Il cap. Rossi assegna il compito ad un tenente alpinista (ten. Carugati) e a 17 uomini con una mitragliatrice. Questi sale sulla Tofana III (q.3237) per osservare il terreno. Verso le 22 dell'8 luglio scende verso la sella a q.3093 tra la Tofana II e la Tofana III. Di là, scende per il ghiacciaio Ovest, contorna a sud la gran fascia di rocce basali del ghiacciaio e ne segue il piede verso nord-ovest. I suoi 17 alpini gli vanno dietro. Finito il ghiacciaio raggiungono il crestone ovest (a questo punto circa 100 metri di dorsale piatta li separano dalla q.2905). Viene piazzata la mitragliatrice che domina la Nemesis ed il Masarè; attendono fino alle 2 l'attacco dei commilitoni contro il Masarè. La mitragliatrice sgrana quasi mezzo nastro contro la Nemesis, poi viene puntata contro il Masarè. Nel frattempo il tenente con tre alpini raggiunge un piccolo posto austriaco che nel frattempo è stato abbandonato. Verso le 4 la mitragliatrice ed i fucili vengono ripuntati contro il Masarè; ma anche l'artiglieria austriaca inizia a prendere di mira la nuova molesta posizione italiana. Tra le 4.30 e le 5 la situazione al Masarè volge a favore degli italiani, per cui l'arma cessa il fuoco e gli alpini si mettono al riparo. A sera gli alpini ritornano sulla Tofana III per la stessa via percorsa la sera precedente.

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