Nazione Sanna Francesco

Grado Sottotenente

Mostrina  45° Brigata Reggio

Ritratto

Nato il 4 ottobre 1893 a Cheremule (SS)

Morto il 21 agosto 1915 sul Passo Falzarego

Decorazioni

Decorazione Medaglia di Bronzo

In terreno scoperto e battuto da intenso fuoco nemico, conduceva, con slancio ed ardire, il plotone esploratori nell'attacco notturno di trincee, dove riusciva ad arrivare, scacciandone il nemico e cadendovi ferito a morte.
Passo Falzarego, 21 agosto 1915

Note biografiche (Archivio Franco Licini)

Francesco Maria Sanna nasce a Cheremule, in provincia di Sassari, il 4 ottobre del 1893. Lì, ai piedi del vecchio vulcano, il monte Cuccuruddu, frequenta le scuole elementari e seguendo l'aspirazione di sua madre Adelaide[1] entra in seminario. Suo padre[2] lo accompagna dunque a Sassari dove, nei pressi del palazzo arcivescovile, Francesco Maria frequenterà le scuole ginnasiali. Dopo due anni, però, il ragazzo s'accorge di non essere del tutto convinto della vocazione al sacerdozio e, uscito dal seminario, si trasferisce, nella stessa città, presso il convitto Canopoleno iscrivendosi al Regio liceo "Azuni". Al termine del secondo anno di corso deve però lasciare la scuola per prestare il servizio militare. Viene ammesso al plotone allievi ufficiali di complemento presso il 51° Fanteria della gloriosa brigata "Alpi", a Perugia, ma la sua aspirazione è quella di tornare nella sua amata isola. Appena promosso sergente ottiene così il trasferimento al 46° Fanteria, ad Iglesias, e dopo aver sostenuto a Roma l'esame a sottotenente, ritorna finalmente a Sassari presso il 45° reggimento della brigata "Reggio".
Il 23 aprile del 1915 parte per i confini in veste di comandante degli esploratori del reggimento. Alle dipendenze della 17ª divisione si acquartiera col suo battaglione prima a Perarolo e quindi a Tai di Cadore per arrivare, ai primi di giugno, in Val Costeana nei pressi del passo Falzarego. Dopo aver partecipato ai primi, aspri combattimenti scrive a un amico: "Vorrei parlarti a voce, per descriverti questo momento infernale da un lato, bello e splendido dall'altro. Mentre tuona furiosamente il cannone e le palle piovono da per tutto, questo piccolo "Napoleone" ride sotto i baffi degli austriaci e scrive la presente su un ginocchio..."
Alla fine di luglio il comando della 4ª Armata organizza una forza d'attacco allo scopo di aprire la via della Val Travenanzes per scendere alle spalle del nemico nei pressi di Son Pouses. Fin dal 18 luglio, contro le posizioni austriache di Forcella Travenanzes e Cima Falzarego, le artiglierie italiane danno inizio a un forte bombardamento. La mattina del 21 agosto, 2 battaglioni del 45° e 2 compagnie alpine si lanciano all'attacco. La sezione esploratori è tra le prime a partire. "Quante cose dovrò raccontarti quando ci vedremo. Quando?..." aveva scritto la sera prima il sottotenente Sanna ad un amico ... Mai più, perché nelle vicinanze del Falzarego: "...la notte fra il 20 e il 21 agosto, verso le 2 antimeridiane, Francesco uscì, con gli esploratori, dalle posizioni e occupò dei trinceramenti nemici, aiutato da altri reparti del battaglione. Dentro una trincea nemica, da una raffica di mitragliatrice, fu colpito all'inguine in modo grave. Ciò non ostante ebbe la forza di rimanere in piedi e di recarsi, da solo, al posto di medicazione, ove si tentò, da parte del ten. medico Giovanni Maria Delogu d'Ittiri, anche di operarlo. Pur troppo la ferita era gravissima, poiché i proiettili gli avevano lesi anche gli intestini, e dopo mezz'ora spirava. Il povero Sanna morì sorridendo e raccomandando di partecipare la notizia all'addolorata mamma, desiderio che noi non potemmo subito esaudire perché impegnati in altri combattimenti"[3].

NOTE

[1] Adelaide Fancellu
[2] Francesco Antonio Sanna
[3] Da una lettera del maggiore Sirchia alla famiglia.