Azioni italiane

24-28 Settembre 1915

Fin dal mese di agosto, il s.ten. Wendland del XIV Reserve Jäger aveva portato una mitragliatrice sul Castelletto per battere le posizioni italiane e la strada delle Dolomiti. D'altro canto i tentativi italiani di risalire il canalone tra il Castelletto e la Tofana si erano dimostrati del tutto inutili. Si pensò dunque di appoggiare una scala a pioli sulla Tofana I e con questa si potè giungere ad una cengia che dominava il Castelletto. Gli austriaci chiamarono quella posizione Augustposten, mentre per gli italiani divenne "lo scudo" (per via del fatto che vi fu posizionato uno scudo da trincea a riparo degli uomini). Da qui gli italiani potevano molestare con estrema precisione gli austriaci in quanto la posizione era defilata alla vista ma distante solo un centinaio di metri. Ma, nonostante il possesso della Tofana I, gli italiani non riuscivano ad eliminare la minaccia austriaca del Castelletto, in quanto impossibilitati a scendere lungo quella direttrice. Optarono allora per una triplice azione (24 settembre):
- una pattuglia di mitraglieri sarebbe dovuta salire fino nei pressi dello Scudo per poi di lì aprire il fuoco;
- un plotone della 78ª (agli ordini del s.ten. Carrera della 77ª) si sarebbe spinto fino al Sasso Misterioso (Gespaltener Fels, Sasso Spaccato) presso Forcella Col dei Bos per attirare l'attenzione;
- il 3° gruppo (i rimanenti 3 plotoni della 78ª) doveva raggiungere la sella del Castelletto passando per il famigerato canalone.
Gli scalatori riescono ad issare nella postazione prestabilita una sola arma con 12 nastri di munizioni e 2 bidoni d'acqua per il raffreddamento (operazione eseguita unicamente con l'ausilio di filo telefonico) ma anzichè 6 ore come previsto, ne sono necessarie 18! Al s.ten. Carrera non giunge l'ordine di sospensione o rinvio dell'attacco, così partito alle 2 del 24 settembre, giunge al Sasso Misterioso; il suo plotone rimane isolato dietro le linee austriache e viene praticamente distrutto dalle truppe del capo plotone Beringer (lo stesso Carrera è ferito due volte e poi catturato: al ritorno dalla prigionia verrà insignito della medaglia d'argento). Poco prima delle 24 il ten. Masini fa fuoco con la mitragliatrice a circa 150 metri dai cecchini austriaci, e riesce ad eliminarne alcuni. A questo punto, la 78ª dovrebbe avanzare ma attende troppo tempo e le munizioni della mitragliatrice finiscono; alcuni alpini giungono comunque nei pressi della forcella, ma vengono respinti dalla 1ª/I Jäger. Altri piccoli successi locali sono:
. Forcella Fontananegra: 1 battaglione di fanteria e la 79ª avanzano per il Masarè verso il fondo della Val Travenanzes per circa 2/300 metri
. i Volontari Feltrini più alcuni elementi della 106ª ed una sezione mitragliatrici occupano l'Osservatorio
Il parziale successo del 24 stimolò gli italiani a ritentare l'attacco nel breve periodo; il 28 settembre alle 3.30 dopo preparazione di artiglieria, 2 compagnie del Val Chisone (229ª e 230ª) si lanciano all'attacco delle posizioni difese dal I Jäger, lasciando però sul campo 18 morti, 24 feriti ed 86 prigionieri (5 morti, 24 feriti e 99 dispersi secondo il Pieri). In questa azione si distinse in modo particolare il cap. Berrino che rimase ferito da una scheggia di granata che gli asportò tre denti e lasciò la bocca in cattivo stato. Fu ricoverato a Pocol ma ci andò solo dopo la fine dei combattimenti e dopo aver diretto personalmente le ricerche dei morti e dei feriti sul campo di battaglia.

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