Monte Fumo

1-7 Aprile 1916

Il collegamento tra le linee più avanzate dei sottosettori Val Boite e Valle Ansiei era tenuto da:
- i bersaglieri dell'8° in Val Felizon;
- gli alpini del Val Piave da Col dei Stombi al Passo del Cristallo;
- i fanti del 23° alla testata della Val Fonda.
Il comandante del 23° (t. col. Zoppi) era fermamente convinto che il possesso del Monte Fumo fosse indispensabile per poter sboccare nella piana di Carbonin; fin dal suo arrivo in zona (febbraio 1916) aveva iniziato gli studi per le azioni contro quel monte. A fine marzo il comando italiano, per avvicinarsi maggiormente alla zona delle operazioni, si trasferisce su Colle Edoardo (q.1789). Il giorno 29 marzo la 17ª/V/23° Fanteria sale verso q.1979 per attrezzare la salita con scale di corda. Nella notte del 1 aprile un reparto di fanti del 23°, nonostante la neve fosse alta fino alla cintura, occupa di sorpresa la selletta a nord-est di Monte Fumo e da lì, alle 8 protetto da una mitragliatrice postata alle 6, attacca una linea di ridotte nella quale cattura 33 prigionieri del 36° IR (Kolomea). Nella notte successiva, un plotone di kaiserjäger sceso dalla Costabella verso le 23, prova a saggiare la consistenza delle nuove difese italiane ma l'artiglieria italiana riesce a respingere l'attacco. Nel frattempo gli italiani scavano nella neve tre gallerie dalla forcella in direzione delle baracche austriache e riescono nel coglierle di sorpresa. L'artiglieria austriaca reagisce e scaccia gli occupanti italiani, lasciando superstiti a sera solo 25 uomini. L'artiglieria austriaca batte le posizioni italiane sparando da Prato Piazza, Monte Rudo e Cresta di Costabella. Gli italiani aggiungono un plotone di alpini e tentano un attacco dimostrativo verso la Cresta di Costabella. Gli austriaci tentano un'azione con un plotone che parte da Landro, ma viene inesorabilmente respinto dalla puntuale azione dell'artiglieria italiana. Il cocuzzolo in mano italiana è martellato senza tregua, per cui si decide di assaltare la quota principale, dalla quale gli austriaci battono gli italiani con le mitragliatrici. Gli austriaci decidono di preparare un attacco regolare, ma questo si scontra con un concomitante attacco italiano votato alla conquista di q.1979 di Monte Fumo (100 austriaci contro 15 italiani secondo il Berti). Già nelle prime ore della notte del 3 aprile erano giunti sulla selletta circa 200 uomini, così suddivisi:
- la 6ª ed un plotone della 2ª del 54°;
- 50 volontari arditi del 23° (cap. Borghini di Premosello Chiovenda);
- la sezione mitragliatrici del 257° battaglione di M.T. di montagna.
L'attacco venne respinto ma a caro prezzo da ambo le parti: le perdite in termini di effettivi assommarono al 60% per gli austriaci ed al 40% per gli italiani. Nella serata del 4 aprile, viene respinto l'ultimo tentativo effettuato da una squadra di 16 Landesschützen. La mattina del 7 aprile tornano all'attacco in 350 (150 tirolesi, più una compagnia di galiziani, coadiuvati da due mitragliatrici postate in Val Costabella e sulle Punte del Forame) incanalandosi per un camino, ma vengono scorti dal soldato Neivoz che resiste nella posizione fino alla morte. Nel pomeriggio ci riprovano per la via della Costabella (visto e considerato anche che la neve era stata già calpestata e battuta durante la battaglia del 3 aprile) e dopo 3 ore si riprendono la posizione. La difesa costò agli italiani 70 feriti e 140 dispersi (praticamente l'intero presidio della selletta, di 200 uomini) e valse la medaglia d'argento per il s.ten. Sampol (Berti parla di 164 tra morti e dispersi e di 151 feriti). Durante la sosta di circa un mese, la 17ª venne sostituita dalla 18ª e rinforzata da un plotone della 267ª Alpini (Val Piave). La sera del 3 maggio, alle 22, gli austriaci ritentano l'attacco e per quattro volte vengono respinti. L'ultimo attacco alle 4 del 4 maggio viene respinto dopo un furioso corpo a corpo. Il 6 maggio, mentre gli italiani si stanno preparando ad avanzare, vengono colpiti dall'artiglieria austriaca: ufficiali morti e dispersi 7, feriti 13. Truppa: morti e dispersi 157, feriti 138.

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